Psychology of crime

Teaching in italian
Psicologia del crimine
Teaching
Psychology of crime
Subject area
M-PSI/05
Reference degree course
SOCIOLOGY AND SOCIAL RESEARCH
Course type
Master's Degree
Credits
8.0
Teaching hours
Frontal Hours: 48.0
Academic year
2025/2026
Year taught
2025/2026
Course year
1
Language
ITALIAN
Curriculum
Devianza e criminalità
Reference professor for teaching
ROCHIRA ALESSIA

Teaching description

Conoscenza approfondita dei principali costrutti e teorie della psicologia sociale. Livello intermedio-avanzato di comprensione della lingua inglese per la consultazione di articoli scientifici specialistici.

Il corso fornisce una conoscenza teorica e applicata dei principali processi psicologici e psicosociali connessi alla devianza, alla criminalità, all’insicurezza e alla violenza di genere, con un taglio rivolto a studentesse e studenti con formazione sociologica e criminologica. Il corso si struttura intorno a tre testi di riferimento che affrontano, ciascuno con una propria prospettiva, dimensioni complementari del fenomeno criminale. De Leo e Patrizi (2002) guidano la comprensione della devianza come processo psicosociale: dalle prime teorie esplicative, passando per l’azione deviante come atto comunicativo e per le traiettorie di carriera, fino agli strumenti di valutazione, ai programmi di intervento, alle strategie di prevenzione e alle applicazioni della psicologia nelle indagini giudiziarie. Roccato e Russo (2012) affrontano la paura del crimine come fenomeno psicosociale distinto dalla vittimizzazione reale: ne esplorano la definizione e la misurazione, i fattori individuali e contestuali che la determinano, il ruolo della vittimizzazione diretta e indiretta, l’influenza dei mass media e le conseguenze individuali e collettive dell’insicurezza, fornendo anche indicazioni sugli interventi possibili. Volpato (2022) offre il quadro psicosociale per comprendere la violenza di genere come prodotto strutturale del maschilismo: l’ideologia del dominio maschile, la costruzione della superiorità attraverso gli stereotipi di genere, i meccanismi del sessismo ostile e benevolo, e il sessismo al lavoro, in politica e nei media come contesti di riproduzione della disuguaglianza.

Conoscenze e comprensione.
Far acquisire conoscenze teoriche sui principali processi psicologici e psicosociali connessi alla devianza, alla criminalità e all’insicurezza: le teorie esplicative della devianza e il contributo della psicologia (De Leo & Patrizi); i meccanismi del sessismo, della costruzione della superiorità maschile e della violenza di genere come prodotto strutturale del maschilismo (Volpato); la paura del crimine come fenomeno psicosociale, i suoi determinanti individuali e contestuali, il ruolo della vittimizzazione e dei media (Roccato & Russo). Le conoscenze acquisite consentiranno alle studentesse e agli studenti di leggere la criminalità come fatto sociale e psicosociale, integrando la prospettiva sociologica con i contributi della psicologia sociale.

Capacità di applicare conoscenze e comprensione.
Sviluppare la capacità di applicare i concetti teorici acquisiti all’analisi critica di casi concreti e contesti professionali connessi al curriculum di Criminalità e Devianza: lavoro con autori e vittime di reato, operatività nei servizi sociali e nelle strutture penitenziarie, valutazione del rischio, progettazione di interventi di prevenzione, supporto nelle indagini giudiziarie. La capacità applicativa include il saper utilizzare gli strumenti valutativi e i modelli di intervento descritti da De Leo e Patrizi; il riconoscere e decostruire i meccanismi di sessismo e deumanizzazione illustrati da Volpato; l’interpretare le dinamiche di insicurezza percepita e i fattori che modulano la paura del crimine nelle comunità, come analizzati da Roccato e Russo.

Autonomia di giudizio.
Stimolare la capacità di elaborare giudizi critici e autonomi sui fenomeni criminali, devianti e di insicurezza, andando oltre le letture di senso comune e i frame mediatici dominanti. In particolare, le studentesse e gli studenti svilupperanno la capacità di riconoscere come i processi psicosociali – dalle carriere devianti all’etichettamento, dal sessismo strutturale alla paura del crimine alimentata dai media – influenzano le politiche penali, le pratiche istituzionali e l’opinione pubblica. Questa autonomia di giudizio è funzionale tanto all’esercizio professionale nel settore della criminalità e della devianza quanto alla prosecuzione degli studi in ambito criminologico.

Abilità comunicative.
Sviluppare le competenze comunicative necessarie per esporre in modo chiaro e fondato i contenuti della psicologia sociale del crimine, utilizzando il linguaggio tecnico-scientifico specifico della disciplina. Particolare attenzione sarà dedicata alla capacità di comunicare a interlocutori con formazione differente – colleghi sociologi, operatori del diritto, professionisti dei servizi – i risultati delle analisi psicosociali applicate al fenomeno criminale.

Capacità di apprendimento.
Promuovere lo sviluppo di competenze di apprendimento autonomo attraverso la lettura critica dei testi scientifici in programma e l’applicazione delle teorie acquisite a fenomeni concreti. Queste competenze sono funzionali sia alla prosecuzione degli studi – dottorato, master di secondo livello in criminologia – sia all’aggiornamento professionale continuo in settori quali la psicologia giuridica e forense, i servizi socio-penali, la prevenzione della devianza e la sicurezza urbana.

Il corso alterna lezioni frontali a metodologie didattiche attive e interattive, con l’obiettivo di favorire un apprendimento critico dei contenuti dei tre testi in programma. A seconda del numero di studentesse e studenti frequentanti potranno essere programmate esercitazioni in aula basate sulla discussione guidata dei concetti chiave, sull’analisi di materiali tratti dalla cronaca italiana e internazionale e su simulazioni applicative connesse ai temi della valutazione del rischio, della prevenzione della devianza e della gestione dell’insicurezza. L’impostazione metodologica privilegia il raccordo tra i tre testi di riferimento, mostrando come le prospettive di De Leo e Patrizi, Roccato e Russo, e Volpato si integrino in una lettura coerente dei fenomeni criminali, devianti e di insicurezza.

Le lezioni sono organizzate seguendo la struttura dei tre testi. La prima parte del corso è dedicata alla psicologia della devianza (De Leo & Patrizi, 2002): le teorie esplicative della devianza, l’azione deviante come atto comunicativo, le carriere devianti, gli strumenti di valutazione e i programmi di trattamento, le strategie di prevenzione e la psicologia nelle indagini giudiziarie. La seconda parte affronta la psicologia sociale dell’insicurezza e della paura del crimine (Roccato & Russo, 2012): definizione e misurazione della paura, fattori individuali e contestuali, vittimizzazione diretta e indiretta, ruolo dei mass media, conseguenze e strategie di intervento. La terza parte è dedicata alla psicosociologia del maschilismo (Volpato, 2022): l’ideologia maschilista, la costruzione degli stereotipi di genere, il sessismo ostile e benevolo, il sessismo nei contesti lavorativi, politici e mediatici, la violenza di genere come esito di processi strutturali di deumanizzazione e oggettivazione.

L’esame consiste in un colloquio orale. Per gli studenti e le studentesse frequentanti è prevista la possibilità di sostenere un esonero scritto al termine del corso, le cui modalità verranno comunicate dalla docente all’inizio delle lezioni.

Il colloquio orale consentirà di verificare:

- La conoscenza e la comprensione dei processi psicosociali trattati nel corso, con capacità di collegare i tre testi in programma in un quadro teorico coerente

- La padronanza del linguaggio tecnico-scientifico della psicologia sociale applicata alla criminologia, e la capacità di comunicare i contenuti in modo chiaro a interlocutori con formazione sociologica e giuridica

- La capacità di applicare in modo critico e autonomo i concetti acquisiti all’analisi di fenomeni concreti connessi alla devianza, all’insicurezza e alla violenza di genere, con particolare attenzione ai contesti professionali del curriculum di Criminalità e Devianza. Per i non frequentanti la verifica sarà estesa ai tre testi in programma nella loro interezza.

La prenotazione agli appelli d'esame deve essere effettuata tramite la procedura informatizzata di Ateneo.

Per gli appelli d'esame si rimanda al calendario generale degli appelli pubblicato sul sito della Didattica.

Si invitano gli studenti a consultare con regolarità la sezione "Notizie"

Ricevimento studenti e laureandi: Si prega di consultare la sezione "Notizie" o contattare direttamente il docente per informazioni sugli orari di ricevimento.

  • Il corso è articolato in otto moduli tematici, ciascuno ancorato ai contenuti specifici dei tre testi in programma. I primi quattro moduli seguono De Leo e Patrizi (2002); i moduli 5 e 6 seguono Roccato e Russo (2012); i moduli 7 e 8 seguono Volpato (2022).

  • Devianza e criminalità. Il modulo introduce la devianza come categoria psicosociale e ripercorre i principali tentativi di spiegazione del comportamento criminale: dalle teorie costituzionaliste di Lombroso al positivismo criminologico, dalle ipotesi psicopatologiche ai modelli sulla personalità delinquenziale. Viene illustrato il contributo specifico della psicologia, che sposta l’attenzione dai deficit individuali ai processi di apprendimento e alle dinamiche relazionali, aprendo la strada a una lettura della devianza come fenomeno psicosociale e non come esito di tratti patologici fissi.
  • L’azione deviante comunicativa e le carriere devianti. Il modulo approfondisce l’idea che l’atto deviante sia un atto comunicativo: un messaggio rivolto all’ambiente sociale, dotato di significato e funzione relazionale. Vengono esaminati i processi di etichettamento e la teoria dell’identità negativa – in cui la persona si conforma alle aspettative svalutanti trasmesse dagli altri –, il meccanismo della profezia che si autoavvera (Merton) e il concetto di carriera deviante come traiettoria progressiva e strutturata di coinvolgimento nella devianza.
  • Valutare, trattare e prevenire la devianza. Il modulo esamina le applicazioni dei modelli di analisi della devianza alla pratica professionale: gli accertamenti valutativi del comportamento deviante, la costruzione dei programmi di intervento e le loro finalità rieducative. La seconda parte è dedicata alla prevenzione: dall’individuazione dei fattori di rischio allo sviluppo di competenze protettive, dalla promozione dei sistemi autoregolativi ai diversi contesti di prevenzione (familiare, scolastico, comunitario), fino all’analisi e alla valutazione dei progetti preventivi.
  • Psicologia nelle indagini giudiziarie. Il modulo affronta le applicazioni della psicologia al contesto investigativo: il ruolo dello psicologo nelle indagini giudiziarie, l’analisi della scena del crimine e la lettura dei suoi elementi significativi, i metodi e gli strumenti della psicologia investigativa per la ricostruzione dei fatti e la comprensione del comportamento criminale. Viene inoltre introdotta l’analisi vittimologica come componente essenziale dell’indagine: le caratteristiche della vittima, la sua relazione con l’autore del reato e il contributo della vittimologia alla comprensione della dinamica criminale.
  • Insicurezza e paura del crimine: definizione, misurazione e determinanti. Il modulo introduce il concetto di insicurezza nella prospettiva della psicologia sociale e distingue la paura del crimine come stato psicologico individuale dalla preoccupazione per la criminalità come problema sociale (paura concreta vs. paura amorfa). Vengono discussi i principali strumenti di misurazione della paura del crimine e le questioni metodologiche ed epistemologiche che ne derivano. Nella seconda parte vengono analizzati i fattori individuali – attaccamento, personalità, esperienze pregresse – e i fattori contestuali – degrado fisico e sociale del quartiere, inciviltà territoriale, livello di controllo sociale informale – che predicono la paura del crimine nelle comunità.
  • Vittimizzazione, mass media e conseguenze dell’insicurezza. Il modulo esamina il ruolo della vittimizzazione – diretta e indiretta – nella genesi della paura del crimine: le ricerche mostrano che la vittimizzazione indiretta, soprattutto se multipla o ripetuta nella rete sociale, produce effetti più duraturi di quella diretta. Viene poi analizzato il ruolo dei mass media: la teoria della coltivazione (Gerbner) e la teoria dell’agenda setting vengono messe a confronto, con evidenze che supportano prevalentemente il secondo modello per la paura del crimine come fenomeno sociale. La parte conclusiva tratta le conseguenze individuali e collettive di un’eccessiva paura del crimine – ritiro dalla vita pubblica, riduzione della coesione sociale, uso politico dell’insicurezza – e le strategie di intervento a livello individuale e comunitario.
  • Maschilismo, stereotipi di genere e sessismo. Il modulo introduce il maschilismo come ideologia che struttura le relazioni tra uomini e donne nelle società occidentali, ripercorrendone le radici storiche e le manifestazioni contemporanee. Vengono analizzati i meccanismi psicosociali di costruzione della presunta superiorità maschile attraverso gli stereotipi di genere: le prescrizioni stereotipiche positive che diventano un boomerang per le donne nei ruoli di autorità (backlash effect) e le proscizioni che penalizzano competenza e leadership femminile. Il modulo affronta quindi le due forme complementari del sessismo – ostile e benevolo (Glick e Fiske) – come strategie di controllo delle donne dominate, mostrando come il sessismo benevolo, pur apparendo protettivo, produca effetti di subordinazione altrettanto profondi.
  • Sessismo al lavoro, in politica e nei media; violenza di genere. Il modulo esamina il sessismo nei principali contesti istituzionali: nel mondo del lavoro (soffitto di vetro, segregazione orizzontale e verticale, divario retributivo), in politica (sottorappresentazione femminile, delegittimazione delle leader) e nei mass media (sessualizzazione e oggettivazione della figura femminile, conseguenze sulla percezione degli stereotipi di ruolo e sulla tolleranza della violenza). Il modulo si conclude con l’analisi della violenza contro le donne come esito di processi strutturali di deumanizzazione e oggettivazione sessuale: vengono trattati la cultura dello stupro, il victim blaming, il femminicidio e il movimento MeToo come reazione collettiva a tali processi.

1. Volpato, C. (2022). Psicosociologia del maschilismo (nuova ed. ampliata). Roma-Bari: Laterza.

2. Roccato, M., & Russo, S. (2012). Insicurezza e criminalità. Psicologia sociale della paura del crimine. Napoli: Liguori.

3. De Leo, G., & Patrizi, P. (2002). Psicologia della devianza. Roma: Carocci.

Semester
Second Semester (dal 02/03/2026 al 06/06/2026)

Exam type
Compulsory

Type of assessment
Oral - Final grade

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